Discussione:
Accensione fari auto di giorno.
(troppo vecchio per rispondere)
paulhass
2003-08-31 22:30:52 UTC
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Tempo fà sul NG si erano commentate le nuove disposizioni
legislative in oggetto, anche in relazione al maggior consumo
di carburante ed usura di lampadine.
Nei paesi nordici, dove sono già in vigore analoghi provvedimenti
da tempo, le auto escono di fabbrica già provviste di apposite
"lampade diurne" di bassa potenza, che sono permanentemente
inserite e fanno, di giorno, le veci degli anabbaglianti.
Mi pare che in Italia comincino ad essere commercializzati dei kit
per montare analoghe lampade nei fari, che però richiedono
pesanti interventi meccanici a livello delle parabole dei fari.
Mi è venuta un' idea, che sottopongo alle critiche del NG.

Immaginate un piccolo scatolino fornito di una morsettiera per
4 conduttori, da interporre sul conduttore di alimentazione
del filamento anabaggliante del faro auto.
Quindi di facile installazione, in quanto si tratta di tagliare il filo
della lampada, attestare le due estremità allo scatolino, collegare
la massa auto al terzo morsetto (anche nulla, se lo scatolino è
collegato francamente a massa), ed un filo di comando al quarto.
Capito il meccanismo ?
Lo scatolino non sarebbe altro che il contenitore di un circuito
elettronico che abbasserebbe la tensione di alimentazione
della lampada di pochi volt.
Per chi non lo sapesse, diminure percentualmente anche di poco
la tensione di alimentazione di una lampada ad incandescenza
significa aumentarne esponenzialmente la vita utile.
Il flusso luminoso leggermente diminuito non sarebbe un problema,
in quanto lo scopo delle luci diurne non è quello di illuminare,
ma di farsi vedere.
Il circuito elettronico sarebbe di una semplicità assoluta :
un integrato di potenza regolatore di tensione come l' LM 338,
associato a 2 resistenze e 2 condensatorini, sarebbe più che
sufficiente. In aggiunta servirebbe un piccolo relè 12 volt di quelli
che si trovano ad 1 euro dagli sfasciacarrozze, che assicurerebbe
anche la sicurezza positiva, nel senso che un guasto al circuito
elettronico lascerebbe funzionalmente integro l' impianto elettrico
dell' auto.
Si potrebbe fare in due versioni :
- una, più semplice, comandata da un deviatore in plancia (posizione
1- luci diurne attenuate, posizione 2- luci notturne a piena potenza).
- la seconda, più sofisticata, dove la commutazione tra giorno/notte
sarebbe fatta da un crepuscolare.
Che dite, sono impazzito ?
Cordialità.

Paul
Cinghiale
2003-08-31 22:28:42 UTC
Permalink
Post by paulhass
Che dite, sono impazzito ?
L'idea non è male. Bisognerebbe verificarne l'applicabilità alle lampadine
alogene, perché se non erro queste si rigenerano sfruttando l'alta
temperatura del filamento. Ma se abbassi la tensione la temperatura cala e
magari potrebbero durare meno, anziché di più.
--
Cinghiale (31, 54 RM)
'94 Punto 6 speed driver
AndreaS
2003-09-01 22:59:13 UTC
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Scusate, ma una bella reststenza, magari costituita da una seconda lampadina
dello stesso wattaggio o inferiore (= resistenza +alta) posta in serie non
realizzerebbe la stessa funzione in modo più affidabile e con uguali
dissipazioni e minore dispendio di elettronica e stagno?

Se proprio si vuole utilizzare l'elettronica propenderei per un oscillatore
quadro (il peggiore possibile per tagliare le armoniche) a duty-cycle
variabile che pilota un transistor in saturazione, anche se non so quali
possano essere gli effetti secondari sulle lampade di ultima generazione.

Per conto mio penserei ad utilizzare, se tollerato dal legislatore, gli
antinebbia, comandati da un interruttore che alimenti solo loro (avete idea
di quante piccole lampadine da 3W si accendano sul quadro e che sarebbe
opportuno salvare per l'utilizzo notturno?) senza accendere le luci
posteriori di cui non mi pare si faccia menzione esplicita nella legge
(altri Watt riparmiati). Se poi per l'estate si trovassero lampadine per
antinebbia a wattaggio più basso.....

AndreaS
Post by paulhass
Tempo fà sul NG si erano commentate le nuove disposizioni
legislative in oggetto, anche in relazione al maggior consumo
di carburante ed usura di lampadine.
Nei paesi nordici, dove sono già in vigore analoghi provvedimenti
da tempo, le auto escono di fabbrica già provviste di apposite
"lampade diurne" di bassa potenza, che sono permanentemente
inserite e fanno, di giorno, le veci degli anabbaglianti.
Mi pare che in Italia comincino ad essere commercializzati dei kit
per montare analoghe lampade nei fari, che però richiedono
pesanti interventi meccanici a livello delle parabole dei fari.
Mi è venuta un' idea, che sottopongo alle critiche del NG.
Immaginate un piccolo scatolino fornito di una morsettiera per
4 conduttori, da interporre sul conduttore di alimentazione
del filamento anabaggliante del faro auto.
Quindi di facile installazione, in quanto si tratta di tagliare il filo
della lampada, attestare le due estremità allo scatolino, collegare
la massa auto al terzo morsetto (anche nulla, se lo scatolino è
collegato francamente a massa), ed un filo di comando al quarto.
Capito il meccanismo ?
Lo scatolino non sarebbe altro che il contenitore di un circuito
elettronico che abbasserebbe la tensione di alimentazione
della lampada di pochi volt.
Per chi non lo sapesse, diminure percentualmente anche di poco
la tensione di alimentazione di una lampada ad incandescenza
significa aumentarne esponenzialmente la vita utile.
Il flusso luminoso leggermente diminuito non sarebbe un problema,
in quanto lo scopo delle luci diurne non è quello di illuminare,
ma di farsi vedere.
un integrato di potenza regolatore di tensione come l' LM 338,
associato a 2 resistenze e 2 condensatorini, sarebbe più che
sufficiente. In aggiunta servirebbe un piccolo relè 12 volt di quelli
che si trovano ad 1 euro dagli sfasciacarrozze, che assicurerebbe
anche la sicurezza positiva, nel senso che un guasto al circuito
elettronico lascerebbe funzionalmente integro l' impianto elettrico
dell' auto.
- una, più semplice, comandata da un deviatore in plancia (posizione
1- luci diurne attenuate, posizione 2- luci notturne a piena potenza).
- la seconda, più sofisticata, dove la commutazione tra giorno/notte
sarebbe fatta da un crepuscolare.
Che dite, sono impazzito ?
Cordialità.
Paul
FabbroGiovanni
2003-09-02 05:09:31 UTC
Permalink
Post by AndreaS
Per conto mio penserei ad utilizzare, se tollerato dal legislatore, gli
antinebbia, comandati da un interruttore che alimenti solo loro
AndreaS
Assolutamente verboten accendere gli antinebbia.
Oltre alla perdita punti e sanzione per non avere acceso gli
anabbaglianti ti aggiungono pure la multa per uso improprio delle luci.
Fabbrogiovanni.
Roberto
2003-09-02 22:53:36 UTC
Permalink
"AndreaS" <***@tin.it> ha scritto nel messaggio news:5bQ4b.427$***@news1.tin.it...

- - snip - -
Post by AndreaS
opportuno salvare per l'utilizzo notturno?) senza accendere le luci
posteriori di cui non mi pare si faccia menzione esplicita nella legge
(altri Watt riparmiati).
copio e incollo:

DECRETO-LEGGE 27 giugno 2003, n. 151
Modifiche ed integrazioni al codice della strada.

.....Fuori dai centri abitati, durante la marcia dei veicoli a
motore e' obbligatorio l'uso delle luci di posizione, dei proiettori
anabbaglianti e, se prescritte, delle luci della targa e delle luci
d'ingombro........

Cordialità
Roberto

PS Non ho ancora controllato bene, ma la conversione in legge di questo
decreto nonmi pare che abbia alterato il passo soprariportato
effe&ti
2003-09-02 20:35:48 UTC
Permalink
Piuttosto che dissipare potenza su un integrato, molto piu semplice mi
sembra la possibilita' di mettere in serie le due lampade degli abbaglianti
ed anabbaglianti, o quelle dei due anabbaglianti dx e sx, nel pimo caso, la
differenza di potenza tra abbagliante ed anabbagliante giocherebbe a favore
di quest ultimo facendolo brillare di piu' e quindi non essere troppo
mogio... da noi si dice "giarnusu" he he he
Post by paulhass
Tempo fà sul NG si erano commentate le nuove disposizioni
legislative in oggetto, anche in relazione al maggior consumo
di carburante ed usura di lampadine.
Nei paesi nordici, dove sono già in vigore analoghi provvedimenti
da tempo, le auto escono di fabbrica già provviste di apposite
"lampade diurne" di bassa potenza, che sono permanentemente
inserite e fanno, di giorno, le veci degli anabbaglianti.
mgb
2003-09-03 16:48:33 UTC
Permalink
Mi sono perso qualche cosa, o avete deciso di complicarvi la vita per
non spendere 10 euro di lampadine (esagerando) ogni 3 anni?
(non voglio polemizzare...è una domanda ingenua!)
paulhass
2003-09-03 18:08:50 UTC
Permalink
Post by mgb
Mi sono perso qualche cosa, o avete deciso di complicarvi la vita per
non spendere 10 euro di lampadine (esagerando) ogni 3 anni?
Con le lampadine PIAA ogni 3 anni spendi più di 10 volte tanto !
Comunque ammetto (in altro messaggio) che il gioco non vale
la candela.
Cordialità.

Paul
mgb
2003-09-04 15:16:38 UTC
Permalink
Post by paulhass
Con le lampadine PIAA ogni 3 anni spendi più di 10 volte tanto !
Comunque ammetto (in altro messaggio) che il gioco non vale
la candela.
Le PIAA non erano garantite a vita? ;-) A parte questo, piuttosto
delle PIAA consiglio l'installazione dei kit di conversione per
lampade allo Xenon, che sono veramente un'altra cosa. Purtroppo
costano ancora di più, e il montaggio - per quanto elementare - è
naturalmente più complicato della sostituzione delle lampadine, ma il
risultato IMHO giustifica l'operazione.
paulhass
2003-09-04 17:20:29 UTC
Permalink
mgb <***@TOGLIERElibero.it> wrote in message
***@news.tiscali.it...

A parte questo, piuttosto
Post by mgb
delle PIAA consiglio l'installazione dei kit di conversione per
lampade allo Xenon, che sono veramente un'altra cosa. Purtroppo
costano ancora di più, e il montaggio - per quanto elementare - è
naturalmente più complicato della sostituzione delle lampadine
Il kit comprende anche il correttore automatico dell' assetto dei fari,
che con lampade allo xenon è obbligatorio ?
Cordialità.

Paul
mgb
2003-09-05 16:37:49 UTC
Permalink
Post by paulhass
Il kit comprende anche il correttore automatico dell' assetto dei fari,
che con lampade allo xenon è obbligatorio ?
I kit universali naturalmente no, e sono "riservati all'uso
fuoristrada", come le PIAA del resto ;-)
felix
2003-09-04 20:35:00 UTC
Permalink
Post by mgb
lampade allo Xenon,
O lampade allo Xeno? :-)
ciaofelic
.
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ***@newsland.it
mgb
2003-09-03 16:49:14 UTC
Permalink
Ops, devo aver sbagliato a collocare il msg nel thread
G.A.
2003-09-02 21:22:54 UTC
Permalink
Urca... quante complicazioni!!!!
Invece di scomodare i circuiti integrati, avete pensato a dei volgari
semiconduttori P-N?

La caduta di tensione di un diodo al silicio è di 0,6-0,7 volt.
Quindi, è sufficiente collegare in serie 2, 3 o 4 diodi per ottenere una
ragionevole
caduta di tensione per lo scopo di cui si parla.
Tenete conto che pure questi affari si scaldano, e dissipano 0,7 watt
per ogni ampere che li attraversa.
Se ipotizziamo un assorbimento di una 15ina di ampere, devono dissipare
il calore in qualche modo.
Ci sono versioni di autodiodi "a bullone", da avvitare direttamente su
qualcosa di metallico per
disperdere calore.

Nota per le lampade alogene: è vero, riducendo la temperatura si riduce
l'effetto "alogeno",
ma credo che sia abbastanza ininfluente

Come diodi suggerisco degli autodiodi da 25 o più ampere da bassa
tensione (100 o più volt), da comprare
presso un comune rivenditore di componenti elettronici (Melchioni, GBC,
ecc.)
Non dovrebbero costare molto.. al massimo un paio di euro ciascuno.
Post by paulhass
un integrato di potenza regolatore di tensione come l' LM 338,
associato a 2 resistenze e 2 condensatorini, sarebbe più che
sufficiente. In aggiunta servirebbe un piccolo relè 12 volt di quelli
che si trovano ad 1 euro dagli sfasciacarrozze, che assicurerebbe
anche la sicurezza positiva, nel senso che un guasto al circuito
elettronico lascerebbe funzionalmente integro l' impianto elettrico
dell' auto.
...
L'idea è buona.
Solo ho qualche dubbio sulla corrente necessaria ad accendere le lampade dei
fari. Non so bene di che potenze si parla (credo sui 50 / 60W) ma so che
l'LM338 ha una corrente tipica di funzionamento di 5A, limitata internamente
a
8A max. Se parliamo di 50 / 60 Watt useresti l' LM338 al limite delle sue
capacità.
...
Solo un piccolo consiglio, usa l' LM338 in contenitore "TO3 metal can"
(dovrebbe avere suffisso "K"), sicuramente più *performante* sui parametri
di
dissipazione di suo fratello in "TO220" (suffisso "T").
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
!max!
2003-09-03 08:29:57 UTC
Permalink
Post by G.A.
La caduta di tensione di un diodo al silicio è di 0,6-0,7 volt.
Si. In discesa e col vento a favore ! ;-)
Diodi *automotive* (non si chiamano "autodiodi") di quelle potenze hanno una
caduta di tensione che quando ti va bene è di 1V; senza contare che tale cdt
non è un parametro assoluto ma influenzato, ed in alcuni casi anche
pesantemente, dalla corrente che li attraversa e dalla temperatura di
utilizzo. Rischieresti di avere una luminosità variabile a freddo e a caldo,
in inverno ed estate.
Post by G.A.
Non dovrebbero costare molto.. al massimo un paio di euro ciascuno.
Il tuo metodo è sicuramente più complicato e meno *performante* di quello
proposto da paulhass, senza contare che il costo di un diodo automotive è
paragonabile al costo di un regolatore LM338.....solo che di quello ne basta
uno.

--
Ciao
!max!

* Scarta gli operatori logici per rispondere *
Giovanni Antonacci
2003-09-06 16:43:19 UTC
Permalink
"paulhass" <***@tiscalinet.it> wrote in message news:bjd1be$pgu$***@lacerta.tiscalinet.it
.....
I data sheet della National non ti supportano. La potenza massima del 338 K
è di 8 amper, (di picco per 0,5 msec.12), e quella continuativa per un
Vin-Vout < a 10 volt è garantita per 5 amper.
(mi riferivo forse all' LM338? Sono io che ti ho nominato l'LM338 "K")

Si, con una aletta di raffreddamento mantenuta a 25 gradi e senza mica
isolante. Altrimenti.. burn!
Tieni conto che la corrente di spunto di una lampadina ad incandescenza
è notevole. Ben oltre i dati di targa. Secondo me basterebbe questo a
metterlo fuori uso dopo non molto tempo.
Anch' io ho dei dubbi sulla convenienza energetica, ma se applichiamo
il principio del riduttore di tensione, la possibilità di regolare finemente
la tensione tramite integrato è utile per trovare il valore ottimale per
la giusta riduzione del flusso luminoso.
E soprattutto la stabilità di tensione non potrà che far bene alla lampada.
Bene, sono d'accordo. Controbatto con quanto segue:
visto che ti riferisci ad 1 regolatore per ogni faro, ci sono i cari
vecchi
1N5007 che reggerebbero bene. Inoltre, essendo volgari diodi al silicio,
hanno
la "solita" caduta di tensione <= 0,6 volt. Una regolazione a passi da
0,6 volt
(aggiungendo o togliendo un diodo per volta) dovrebbe bastare a trovare
"ad
occhio" la luminosità giusta. E per gli 1N5007 il mammuth va benissimo.
I diodi automotive hanno il case filettato maschio, e richiedono forature
o maschiature multiple del contenitore.
Embè? Un foro e un dado per serrarlo. Così dissipano meglio il calore
(sono
fatti apposta!)


Cmq, scherzi a parte, se i componenti li hai già allora è un altro
discorso.
Più che altro mi riferivo a quelli che non hanno domestichezza con
montaggi
elettronici.
Chiaro che la tensione stabilizzata non fa male a nessuno, specialmente
se
è possibile regolarla finemente. Ma la perfezione ha le sue debolezze..
E comunque, per favore, vade-retro per i mammut !!!
Cordialità.
Paul
a presto!
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
!max!
2003-09-08 08:14:47 UTC
Permalink
Eeeeee.. se adesso vogliamo essere pignoli NON credo che ci sia una
variazione
APPREZZABILE di luminosità a seconda della stagione.. La caduta di
tensione
varia di qualche millivolt per grado. O no?
NO !
La caduta di tensione è funzione della corrente che passa nel diodo la quale
è a sua volta funzione dalla temperatura di giunzione. Non è una
proporzionalità diretta.
Si vabbè. Solo che LM338K (ovviamente in contenitore TO3) devi cablarlo,
Il suffisso K identifica il contenitore TO3. Non ho capito la ripetizione.
fissarlo su apposita aletta,
Basta dissiparlo sulla carrozzeria.
seminare qua e la condensatori vari per
evitare
autooscillazioni.
Autoscillazioni !!?!?!
Forse ti sfugge il fatto che stiamo parlando di un regolatore LINEARE.
I regolatori LINEARI non oscillano.
Ci vuole anche un diodo per cortocircuitare i picchi
negativi.
Ripeto. L' LM338 è un regolatore LINEARE. Non genera nessun picco negativo e
non ha bisogno di nessun diodo.
Lo sai meglio di me che la corrente massima di esercizio non dovrebbe
mai
superare del 50% la corrente massima sopportabile dal semiconduttore.
LM338K è in grado di erogare 5 ampere NON continui.....
50% !!?!!?
Forse stai facendo un po di confusione.
Non sta scritto da nessuna parte che, di qualunque regolatore si parli (sia
lineare che switching), la corrente massima di esercizio non deve superare
il 50%.
Con 2 o 3 volgari AUTOMOTIVE, un mammuth ed una scatoletta (metallica?)
il problema è bello che risolto in sicurezza, durata ed economicità.
Sicurezza e mammut non sono due cose che vanno molto d'accordo.
--
Ciao
!max!

* Scarta gli operatori logici per rispondere *
!max!
2003-09-08 16:26:08 UTC
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LA TEORIA L'ABBIAMO CAPITA! Ma quante variazioni temperatura & corrente
vuoi che ci siano???
Dopotutto si tratta di operare tra -5 e +40 gradi con corrente pressoche
costante.
Oddio ! Difficile da quantificare anche perchè i produttori di diodi
automotive generalmente non dettagliano i data sheet con grafici tipo "FW
voltage vs. temperature" o "FW voltage vs. current.". Così a spanne direi
che su un range di temperatura da te descritto potrebbe variare di 300 /
400mV per diodo. Se monti ad esempio 4 diodi (per arrivare a ca. 8V dai 12
nominali della batteria) puoi avere una variazione che va da 1,2 a 1,6V.
Considera che in inverno non è poi così difficile trovare -5° nel cofano che
diventano 40 (ma anche di più) dopo qualche minuto che il motore è acceso.
Pensa che i diodi hanno una curva talmente marcata di variazione tra FW
voltage e temperatura che possono (e spesso viene fatto) essere utilizzati
come sensori di temperatura al posto dei termistori !
Il punto non è di capire se il fenomeno si verifichi o meno, ma si
tratta di stabilire
quantitativamente se sia apprezzabile o no.
Pensi davvero che ciò influenzi vistosamente la luminosità?????
Se 1,2 - 1,6V influenzano o meno la luminosità questo non lo so. Non ho mai
fatto prove su lampade auto. Certo non sono una manciata di millivolt come
credi.
Mi fai capire che forse non hai lunga pratica con le extratensioni
presenti sulla
tensione dei 12v in auto.. picchi inversi dell'ordine di un centinaio di
volt!
Sul fatto che non abbia esperienza nel settore "elettrauto" non c'è dubbio.
Non capisco però da dove spuntano i "picchi inversi" da 100V di cui parli
dal momento che l'uscita dell'alternatore credo vada raddrizzata e regolata
in tensione per andare a caricare la batteria. Fino a prova contraria la
carica di una batteria al Pb va fatta a tensione CONTINUA e COSTANTE.
Almeno, questo a livello teorico.

Ma se anche ipotizzassimo di avere veramente questi picchi di cui parli non
sarebbe comunque un problema. L' LM338 è infatti un regolatore senza massa
di riferimento o, meglio, con massa riferita ad una tensione interna di
riferimento, che è poi la stessa che si utilizza per andare a settare la
tensione di uscita. Non vi è nessuna specifica sul data sheet di quali siano
i limiti di tensione in ingresso ma solo qual'è la massima differenza tra
Vin e Vout che è in grado di sopportare. Se, ad esempio, ipotizzassimo di
settare un LM338 per regolare 8V con ingresso 12V, un picco da -100V
verrebbe regolato a ca. -66V senza che si bruci nulla.
Prova a verificare con un oscilloscopio.
Sono sicuro che hai già installato in auto con successo altri circuitini
utili, ma
No, purtroppo non ho mai installato nulla sull'auto a parte autoradio e
amplificatori.
E' buona norma inserire tra entrata e uscita di tutti i regolatori ben 2
consensatori,
1 ceramico e 1 elettrolitico (non sempre necessario). Totale: 4
condensatori.
Sono d'accordo sui ceramici. Ma mi sfugge l'utilità di capacità
elettrolitiche su un regolatore lineare, tanto più con un carico resistivo.
Le autooscillazioni non dipendono tanto dall'impiego dell'integrato, ma
dai disturbi indotti
sull'alimentazioni.
Qui mi devi aiutare a capire perchè mi sto perdendo.
In particolare non ho capito CHI o COSA dovrebbe autooscillare ?
L' LM338 ?
La lampadina ?
Tu hai bisogno di 2 diodi. Il primo in parallelo all'entrata, per
cortocircuitare i picchi
negativi. Il secondo da mettere in serie per evitare che il condensatore
(se di una certa
capacità) che dovrebbe trovarsi sull'uscita del regolatore si scarichi
attraverso l'integrato
quando togli tensione a tutto. Ci avevi pensato? Pensi sia ininfluente?
Penso che tu ti sia costruito (da solo) un castello di carte e che ora ci
stai soffiando sopra con un mantice.
Io non mi pongo il problema di cosa succede alla capacità elettrolitica da N
mila microfarad per il semplice fatto che NON serve nessuna capacità di tale
dimensione.
Hai mai misurato a freddo l'impedenza di un faro anabbagliante? Non
credo proprio.
Provaci, e scoprirai che, in base alla legge di ohm, la quantità di
corrente che
scorre istantaneamente (ma ben oltre i 10 millisecondi!) attraverso il
filamento
supera di gran lunga i valori di esercizio. Le lampade ad incandescenza
NON sono
resistenze lineari e pure.
Non l'ho mai detto. Ma non c'entra nulla con il fatto di poterci montare o
meno un LM338 oppure dei diodi al silicio.
La lampada ad incandescenza è una resistenza normalissima. E come una
normale resistenza che passa da temperatura ambiente a diverse centinaia di
gradi centigradi varia, nel mentre, il suo valore ohmico. Nessuna resistenza
è pura e lineare, in questo senso.
Ma secondo te i dati di targa si riferiscono alla potenza massima in
esercizio?
In condizioni ideali si.
Sei ottimista. Pure sulle bustine della minestrina primavera c'è scritto
"2 porzioni", ma in pratica è 1 sola.
E' più facile squagliare 4 diodi da 10 ampere 1000 volt o un bel
circuitino
integrato lineare e sopraffine?
Nota: nel post precedente intendevo dire 1N5407 e non 1N5007.
Quindi, dopo tutti i "pipponi" sulla sicurezza (compreso quello che c'era
qui sotto e che non ho quotato), dopo che mi trovi i paragoni tra le
porzioni di minestrine e il dimensionamento delle potenze, per risolvere il
problema mi vieni a proporre diodi da 800V 3A.
;-)))
--
Ciao
!max!

* Scarta gli operatori logici per rispondere *
Giovanni Antonacci
2003-09-08 17:58:46 UTC
Permalink
"!max!" <***@hotmailNOT.com> wrote in message news:bjiaid$smk$***@alix.livenet.it
...
Post by !max!
Oddio ! Difficile da quantificare anche perchè i produttori di diodi
automotive generalmente non dettagliano i data sheet con grafici tipo "FW
voltage vs. temperature" o "FW voltage vs. current.".
...
Post by !max!
Pensa che i diodi hanno una curva talmente marcata di variazione tra FW
voltage e temperatura che possono (e spesso viene fatto) essere utilizzati
come sensori di temperatura al posto dei termistori !
Solo in condizioni di correnti debolissime e di circuito di
amplificazione ad
impedenza medio-alta. Una corrente sufficientemente elevata limita
queste
variazioni.
Se i semiconduttori fossero davvero così "elastici" come la teoria
descrive,
sarebbe davvero una tragedia. Invece per fortuna no..
Post by !max!
Fino a prova contraria la
carica di una batteria al Pb va fatta a tensione CONTINUA e COSTANTE.
Almeno, questo a livello teorico.
No. Anzi, le batterie in genere durano di più e si caricano meglio se la
carica
viene fatta con correnti pulsanti. Ma questo è un altro discorso.
Gli accumulatori al piombo si fanno torturare senza troppi danni, quindi
extratensioni e menate varie fanno una grossa pippa alla batteria della
macchina.

A motore acceso, ci sono le extratensioni dell'alternatore ma
soprattutto quelle
generate dalla bobina alta tensione. La bobina è in realtà un
autotrasformatore.
Come si comporta tale induttanza aperta è chiusa dallo spinterogeno? Si
comporta
esattamente come gli elevatori di tensione switching. E infatti hai la
scintilla
sulle candele.
Fai questa prova: prendi un trasformatore qualunque (tipo 220-12v.),
meglio se
utilizzi il primario. Tenendo con le dita entrambi i reofori, prova a
farli
toccare con i poli di una batteria da 9v. Sentirai che scossa da
induttanza!
Se non ci fosse la batteria 12v che funge da discreto condensatore (ma
con una
certa "inerzia elettrica"), t'assicuro che sarebbe un disastro.
Post by !max!
Le autooscillazioni non dipendono tanto dall'impiego dell'integrato, ma
dai disturbi indotti
sull'alimentazioni.
Qui mi devi aiutare a capire perchè mi sto perdendo.
In particolare non ho capito CHI o COSA dovrebbe autooscillare ?
L' LM338 ?
La lampadina ?
Lo scoprirai da solo. Secondo te perchè si mettono proprio i
condensatori ceramici?
Tra l'altro è consigliato saldarli direttamente sulle zampette
dell'integrato.
Ti sei mai chiesto perchè?
Post by !max!
Non l'ho mai detto. Ma non c'entra nulla con il fatto di poterci montare o
meno un LM338 oppure dei diodi al silicio.
La lampada ad incandescenza è una resistenza normalissima. E come una
normale resistenza che passa da temperatura ambiente a diverse centinaia di
gradi centigradi varia, nel mentre, il suo valore ohmico. Nessuna resistenza
è pura e lineare, in questo senso.
Ma allora di che stiamo parlando?
Il filamento a freddo ha una resistenza bassissima. Poi quando è
attraversato
dalla corrente, si arroventa ed oppone maggiore resistenza. Quindi una
volta
accesa, il consumo è stabile.
Ma, nel momento dell'accensione, avrai una extracorrente che in breve
tempo
(giorni? mesi? bho!) metterà fuori uso il regolatore.
Se invece si trattasse di una dannata resistenza qualunque, questo
problema
non sarebbe così evidente e dannoso.
Per convincerti ti invito di nuovo a misurare col tester l'impedenza di
una
lampadina a freddo.
Post by !max!
Quindi, dopo tutti i "pipponi" sulla sicurezza (compreso quello che c'era
qui sotto e che non ho quotato), dopo che mi trovi i paragoni tra le
porzioni di minestrine e il dimensionamento delle potenze, per risolvere il
problema mi vieni a proporre diodi da 800V 3A.
;-)))
Secondo me un LM338 che pilota in questa maniera una lampada
anabbagliante
funziona egregiamente, ma è a rischio pratico.

Il semiconduttore sarà stressato da:
1) effetto valanga all'accensione (per via del filamento freddo)
2) extratensioni dirette ed indotte su alimentazione 12v.
3) eccessiva dissipazione (se l'aletta non resta a 25 gradi)

Se invece metti 3 o 4 diodi belli tosti, puoi sbattertene di questi
problemi.


bye!
--
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!max!
2003-09-08 22:03:53 UTC
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Post by Giovanni Antonacci
No. Anzi, le batterie in genere durano di più e si caricano meglio se la
carica
viene fatta con correnti pulsanti. Ma questo è un altro discorso.
Forse ti confondi con altri tipi di batterie. Le piombo vanno caricate a
tensione costante, e la corrente di carica varia in funzione dello stato di
carica e della differenza di tensione presente tra la sorgente e la
batteria. Questo sempre a livello teorico. Se poi volgiamo discutere di
quello che realmente avviene tra alternatore e batterie mi tiro indietro
perchè non ho mai avuto il piacere di verificarne il funzionamento.
Certo posso affermare con assoluta certezza che la tensione
dell'alternatore, per essere raddrizzata, richiede dei diodi. A conseguenza
di ciò mi domando ancora come possano essere presenti sovratensioni
negative..... spero tu sciolga questo mio dubbio da profano....
Post by Giovanni Antonacci
Come si comporta tale induttanza aperta è chiusa dallo spinterogeno?
potresti usare un tempo verbale più adatto allo scopo e dire: "come si
comportava". Mi risulta che lo spinterogeno sia ormai stato largamente
rimpiazzato dall'accensione elettronica. Altro aggeggio a semiconduttori
che, a quanto dici, dovrebbe bruciarsi in men che non si dica !
Post by Giovanni Antonacci
Lo scoprirai da solo. Secondo te perchè si mettono proprio i
condensatori ceramici?
Forse perchè basta una piccola capacità di filtro e perchè costano
sensibilmente meno degli elettrolitici ?
Non lo so, dimmelo tu.
Il castello cresce....e il vento aumenta !
Post by Giovanni Antonacci
Ma allora di che stiamo parlando?
E' la stessa domanda che mi stavo facendo anch'io ! :-)
Post by Giovanni Antonacci
Il filamento a freddo ha una resistenza bassissima. Poi quando è
attraversato
dalla corrente, si arroventa ed oppone maggiore resistenza. Quindi una
volta
accesa, il consumo è stabile.
Ma, nel momento dell'accensione, avrai una extracorrente che in breve
tempo
(giorni? mesi? bho!) metterà fuori uso il regolatore.
Ma non metterà invece fuori uso 4 diodi 1N5407 da 3A.
Quindi, ricapitolando, secondo te un regolatore che è sul mercato da quasi
20 anni, da 5A CONTINUI, è più delicato di 4 diodi al silicio da 3A 800V.
--
Ciao
!max!

* Scarta gli operatori logici per rispondere *
AndreaS
2003-09-10 01:36:27 UTC
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Scusate, ma se proprio volete usare questo povero 338, non sarebbe + sicuro
utilizzarlo come generatore di corrente invece che di tensione? ciao effetto
valanga e = regolazione.
AndreaS
Post by !max!
Post by Giovanni Antonacci
No. Anzi, le batterie in genere durano di più e si caricano meglio se la
carica
viene fatta con correnti pulsanti. Ma questo è un altro discorso.
Forse ti confondi con altri tipi di batterie. Le piombo vanno caricate a
tensione costante, e la corrente di carica varia in funzione dello stato di
carica e della differenza di tensione presente tra la sorgente e la
batteria. Questo sempre a livello teorico. Se poi volgiamo discutere di
quello che realmente avviene tra alternatore e batterie mi tiro indietro
perchè non ho mai avuto il piacere di verificarne il funzionamento.
Certo posso affermare con assoluta certezza che la tensione
dell'alternatore, per essere raddrizzata, richiede dei diodi. A conseguenza
di ciò mi domando ancora come possano essere presenti sovratensioni
negative..... spero tu sciolga questo mio dubbio da profano....
Post by Giovanni Antonacci
Come si comporta tale induttanza aperta è chiusa dallo spinterogeno?
potresti usare un tempo verbale più adatto allo scopo e dire: "come si
comportava". Mi risulta che lo spinterogeno sia ormai stato largamente
rimpiazzato dall'accensione elettronica. Altro aggeggio a semiconduttori
che, a quanto dici, dovrebbe bruciarsi in men che non si dica !
Post by Giovanni Antonacci
Lo scoprirai da solo. Secondo te perchè si mettono proprio i
condensatori ceramici?
Forse perchè basta una piccola capacità di filtro e perchè costano
sensibilmente meno degli elettrolitici ?
Non lo so, dimmelo tu.
Il castello cresce....e il vento aumenta !
Post by Giovanni Antonacci
Ma allora di che stiamo parlando?
E' la stessa domanda che mi stavo facendo anch'io ! :-)
Post by Giovanni Antonacci
Il filamento a freddo ha una resistenza bassissima. Poi quando è
attraversato
dalla corrente, si arroventa ed oppone maggiore resistenza. Quindi una
volta
accesa, il consumo è stabile.
Ma, nel momento dell'accensione, avrai una extracorrente che in breve
tempo
(giorni? mesi? bho!) metterà fuori uso il regolatore.
Ma non metterà invece fuori uso 4 diodi 1N5407 da 3A.
Quindi, ricapitolando, secondo te un regolatore che è sul mercato da quasi
20 anni, da 5A CONTINUI, è più delicato di 4 diodi al silicio da 3A 800V.
--
Ciao
!max!
* Scarta gli operatori logici per rispondere *
Giovanni Antonacci
2003-09-11 21:07:27 UTC
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Post by !max!
Post by !max!
Forse ti confondi con altri tipi di batterie. Le piombo vanno caricate a
tensione costante, e la corrente di carica varia in funzione dello stato
di
Post by !max!
carica e della differenza di tensione presente tra la sorgente e la
batteria. Questo sempre a livello teorico. Se poi volgiamo discutere di
quello che realmente avviene tra alternatore e batterie mi tiro indietro
perchè non ho mai avuto il piacere di verificarne il funzionamento.
Allora: la carica delle batterie è una scienza a parte, di cui sarei
molto interessato a discutere.
Ma non credere che l'alternatore richarichi la batteria con la grazia
necessaria.
Post by !max!
Post by !max!
Certo posso affermare con assoluta certezza che la tensione
dell'alternatore, per essere raddrizzata, richiede dei diodi.
Già. A proposito, secondo te da quanto sono i diodi visto che il ponte
costa qualche soldino? Diodi da 10 ampere? da 20? Diciamo da 60 in su.
Semplice precauzione..?
Post by !max!
A conseguenza
Post by !max!
di ciò mi domando ancora come possano essere presenti sovratensioni
negative..... spero tu sciolga questo mio dubbio da profano....
E come da profano, sperimenterai la foratura della giunzione P-N finale
del 338k.
Post by !max!
Post by !max!
Post by Giovanni Antonacci
Come si comporta tale induttanza aperta è chiusa dallo spinterogeno?
potresti usare un tempo verbale più adatto allo scopo e dire: "come si
comportava". Mi risulta che lo spinterogeno sia ormai stato largamente
rimpiazzato dall'accensione elettronica. Altro aggeggio a semiconduttori
che, a quanto dici, dovrebbe bruciarsi in men che non si dica !
Interruttore elettronico o meccanico che sia, c'è sempre un
autotrasformatore
alla fine. Non si sfugge ai suoi penetranti effetti.
Post by !max!
Post by !max!
Post by Giovanni Antonacci
Lo scoprirai da solo. Secondo te perchè si mettono proprio i
condensatori ceramici?
Forse perchè basta una piccola capacità di filtro e perchè costano
sensibilmente meno degli elettrolitici ?
Non lo so, dimmelo tu.
Il castello cresce....e il vento aumenta !
Ok, assodato che non hai esperienza "pratica".
Secondo te quindi è una questione di costi e dimensioni.. e invece io ti
dico: "ceramici non per caso"! C'è puzza di alta frequenza in mezzo..
Post by !max!
Post by !max!
Post by Giovanni Antonacci
Ma allora di che stiamo parlando?
E' la stessa domanda che mi stavo facendo anch'io ! :-)
Post by Giovanni Antonacci
Il filamento a freddo ha una resistenza bassissima. Poi quando è
attraversato
dalla corrente, si arroventa ed oppone maggiore resistenza. Quindi una
volta
accesa, il consumo è stabile.
Ma, nel momento dell'accensione, avrai una extracorrente che in breve
tempo
(giorni? mesi? bho!) metterà fuori uso il regolatore.
Ma non metterà invece fuori uso 4 diodi 1N5407 da 3A.
Quindi, ricapitolando, secondo te un regolatore che è sul mercato da quasi
20 anni, da 5A CONTINUI, è più delicato di 4 diodi al silicio da 3A 800V.
Hai misurato la resistenza? Io ho misurato 0,2 ohm a freddo (ma ci
vorrebbe
un ohmmetro più adatto allo scopo).
A 0,2 ohm, ipotizzando una tensione "ridotta" di 10 volt, la legge di
ohm
ci dice che la corrente corrente istantanea è di 50 ampere. CORRENTE CHE
LA BATTERIA
E' IN GRADO DI FORNIRE. E il picco è ben oltre i pochi millisecondi
sopportati dal 338.
Vabbè, poi ci sono in pratica altre resistenze passive che smorzano il
picco, ma
ce ne rimane comunque abbastanza.
Se invece esegui l'operazione con l'alimentatorino 5 ampere stabilizzato
di casa,
questo non potrà mai accadere!
I diodi massicci invece sono benissimo in grado di sopportare questa
tortura.

Vabbè, adesso vado in ferie. Ci aggiorniamo tra qualche giorno!

ciao
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
Cinghiale
2003-09-03 19:31:15 UTC
Permalink
A 12,6 volt (piena tensione di batteria) la lampada assorbe circa
4,6 amper, e a 8 volt ne assorbe 3,4.
Cioè a luce ridotta si risparmia solamente 1 amper.
57,96W contro 27,2: risparmi META' potenza, ed aumenti la durata della
lampada secondo la 13-esima potenza del rapporto fra le tensioni, ossia di
circa 370 volte se ho fatto bene i conti, e se la formula che ho preso, è
valida anche per tensioni continue e non solo per le alternate.

Resta il fatto che oltre tre anni fa ho messo delle lampadine Osram Cool
Blue, che lavorano a temperatura leggermente più elevata e quindi fanno più
luce ma durano meno: sopravvivono ancora; basta avere l'accortezza di non
accendere e spegnere il motore con le lampadine accese.
--
Cinghiale (31, 54 RM)
'94 Punto 6 speed driver
paulhass
2003-09-03 22:23:55 UTC
Permalink
Post by Cinghiale
57,96W contro 27,2: risparmi META' potenza, ed aumenti la durata della
lampada secondo la 13-esima potenza del rapporto fra le tensioni, ossia di
circa 370 volte
Grazie della correzione.
Allora il progettino lo terrò in evidenza. :-)
Cordialità.

Paul
Luca Beato
2003-09-03 23:48:46 UTC
Permalink
Post by Cinghiale
luce ma durano meno: sopravvivono ancora; basta avere l'accortezza di non
accendere e spegnere il motore con le lampadine accese.
Ciao Cinghiale.
Per favore mi spieghi meglio questo passaggio?
Il fatto e' che la mia Vectra, in quattro anni, si sara' mangiata almeno una dozzina di lampade H7, di cui almeno tre da quando e' obbligatorio tenerli accesi anche di giorno.
Sara' mica perche' ogni tanto lascio accesi i fari dopo aver spento il motore?
Anche all'avvio, ma molto piu' raramente, mi capita di accenderli prima di avviare il mezzo ma, se la causa fosse quella, rimedierei subito!!!

--
Luca Beato - http://members.xoom.it/huey/
FAQ del plastimodellismo su http://www.ipmsitaly.com/faq/modelfaq.html
Cinghiale
2003-09-06 16:01:37 UTC
Permalink
Non ci credi?
Che modo insolito di concludere un post. :-)
Perché non dovremmo crederti?

Anzi, ora che mi ci fai pensare ho sentito anch'io di questa cosa, solo che
non ricordavo quale fosse la marca di auto interessata.
--
Cinghiale (31, 54 RM)
'94 Punto 6 speed driver
G.A.
2003-09-06 16:20:49 UTC
Permalink
"Cinghiale" <***@email.it> wrote in message news:Uxn6b.85698$***@tornado.fastwebnet.it
...
Post by Cinghiale
Che modo insolito di concludere un post. :-)
Perché non dovremmo crederti?
Bhe.. è un pò paradossale: le lampadine si bruciano perchè
l'impianto è troppo performante!

Se misuri con un tester la resistenza del filamento, noterai
un valore stranamente basso. Applicando la legge di ohm,
in pratica ottieni correnti di spunto molto molto elevate.
Poi il filamento raggiunge la temperatura di lavoro e offre
maggiore resistenza, quindi la corrente rientra nei valori
standard dichiarati di assorbimento.
Invece basta una piccolissima resistenza, introdotta appunto
nei nuovi cavi, per limitare questo effetto.


ciao
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
AndreaS
2003-09-07 23:27:48 UTC
Permalink
Due considerazioni:
Per la lampadina la potenza dissipata si dimezza. Supposto che la variazione
di potenza luminosa sia proporzionale alla potenza dissipata (ma sono sicuro
che non è vero, almeno per sostanziali variazioni di potenza, ma questa non
lo è) avresti una riduzione di potenza luminosa di 3 db, ossia, praticamente
la minima percettibile dall'occhio umano.

La seconda è che utilizzate pure alimentatori analogici, diodi o resistenze,
la potenza dissipata dal regolatore di tensione sarà sempre pari alla caduta
di tensione sul regolatore per la corrente che lo attraversa e quindi la
dissipazione totale (regolatore più lampadina) molto prossima a quella
originale. La lampadina però ne beneficia e con la resistenza si ha un
indubbio vantaggio di semplicità.

Se si vuole minimizzare la dissipazione, allora si che serve l'elettronica,
ma occorre un ali switching o un generatore di quadra a duty cycle variabile
(in pratica uno switching senza retroazione e senza filtro di uscita,
regolabile manualmente). Non conosco come si comporti una lampadina con
l'oscillatore oscillatore quadro citato, ma penso che se la frequenza fosse
abbastanza alta, l'inerzia termica della lampadina potrebbe fare si che
questa alimentazione fosse per lei assimilabile ad una continua con,
oltretutto, il vantaggio di lavorare a tensione nominale.

ciao

AndreaS
Comunque, senza fare troppi conti, prova e vedi come si
comporta.....anche
se credo che tu l'abbia già fatto.
Infatti.
L' idea del regolatore luci con l' LM 338 mi era venuta proprio
perchè collaudavo un alimentatore da laboratorio realizzato
attorno a due di questi integrati, ed utilizzando come carico di prova
delle lampadine auto.
Dato che mi erano avanzati un paio di integrati, ho provato a
montare un circuito regolatore per gli anabbaglianti, e devo dire
che funzionava bene.
Regolando la tensione di lampada tra 8 e 8,5 volt, il flusso luminoso
scende un po', ma di giorno nella parabola del faro la diminuzione
di luminosità è quasi inavvertibile.
Quindi ne avevo dato notizia sul NG per sapere cosa ne pensavate.
Cinghiale in risposta mi ha messo in guardia su possibili inconvenienti
alle lampade alogene.
Mi sono documentato sulla pubblicazione tecnica "Quaderni
di Illuminotecnica" della Philips, ed effettivamente sconsigliano la
regolazione della luminosità nelle lampade alogene (per arredamento)
o perlomeno di non scendere a valori molto bassi di luminosità.
Ma, sempre nelle note tecniche relative alle lampade ad incandescenza,
ho scoperto una cosa che invalida totalmente la mia idea originaria.
E' scritto che il rapporto flusso luminoso/corrente assorbita
da una lampada a filamento non è di tipo lineare, ma esponenziale.
In poche parole diminuendo il flusso luminoso di una lampada la
corrente diminuisce proporzionalmente di meno.
Ho fatto delle prove.
A 12,6 volt (piena tensione di batteria) la lampada assorbe circa
4,6 amper, e a 8 volt ne assorbe 3,4.
Cioè a luce ridotta si risparmia solamente 1 amper.
Considerando anche la potenza dissipata dal LM338, non vi è
in pratica alcun risparmio.
Ecco anche spiegato perchè le auto "nordiche" adottino specifiche
lampade diurne di bassa potenza, e non pratichino regolazioni sulla
tensione di alimentazione !
Sarà per un' altra volta.
Cordialità.
Paul
Giovanni Antonacci
2003-09-08 13:49:34 UTC
Permalink
"AndreaS" <***@tin.it> wrote in message news:U9P6b.41388$***@news2.tin.it
...
Post by AndreaS
Se si vuole minimizzare la dissipazione, allora si che serve l'elettronica,
ma occorre un ali switching o un generatore di quadra a duty cycle variabile
(in pratica uno switching senza retroazione e senza filtro di uscita,
regolabile manualmente).
Si, andrebbe benissimo una soluzione del genere. Basta un 555 e un
darlington.
Post by AndreaS
Non conosco come si comporti una lampadina con
l'oscillatore oscillatore quadro citato, ma penso che se la frequenza fosse
abbastanza alta, l'inerzia termica della lampadina potrebbe fare si che
questa alimentazione fosse per lei assimilabile ad una continua con,
oltretutto, il vantaggio di lavorare a tensione nominale.
I variligh per le lampade a 220v lavorano in pratica con frequenza "di
switching"
a 50 o 100 hz.. abbastanza brutale per una lampada ad incandescenza.
L'onda quadra è certamente più "cattiva", ma basta un condensatore per
arrotondarla
un pochino.
Cmq i regolatori switching sono generalmente buoni per tutti gli
impieghi, e a
maggior ragione per una semplice lampada ad incandescenza.

ciao
--
Posted via Mailgate.ORG Server - http://www.Mailgate.ORG
AndreaS
2003-09-10 01:29:57 UTC
Permalink
Pensavo non tanto alle lampade tradizionali (che a 50 Hz funzionano
benissimo), ma alle alogene, per le quali qualcuno ha espresso dubbi circa
la durata se sotto alimentate (ma come la mettiamo con i faretti a
luminosità vatiabile? Ho l'impressione che sfruttino questo stesso
principio, almeno quelli con regolatore elettronico).
Per quanto riguarda il condensatore in uscita, sicuramente taglierebbe le
armoniche superiori, ma introdurrebbe una non linearità nel rendimento del
circuito perchè cortocircuiterebbe le armoniche superiori (e lo farebbe in
modo percentualmente crescente col diminuire del duty cycle) il cui
contributo continuerebbe a passare nel regolatore (in pratica, nel
regolatore passa tutta la corrente della quadra, ma una parte, le armoniche
superiori, verrebbe dissipata sul condensatore e non sulla lampadina).
Meglio una induttanziella in serie che non le farebbe passare e un TR di
uscita in grado di sopportare l'extra voltaggio di ritorno dall'induttanza,
che così verrebbe dissipato dalla lampadina.
Post by Giovanni Antonacci
...
Post by AndreaS
Se si vuole minimizzare la dissipazione, allora si che serve
l'elettronica,
Post by Giovanni Antonacci
Post by AndreaS
ma occorre un ali switching o un generatore di quadra a duty cycle variabile
(in pratica uno switching senza retroazione e senza filtro di uscita,
regolabile manualmente).
Si, andrebbe benissimo una soluzione del genere. Basta un 555 e un
darlington.
Post by AndreaS
Non conosco come si comporti una lampadina con
l'oscillatore oscillatore quadro citato, ma penso che se la frequenza fosse
abbastanza alta, l'inerzia termica della lampadina potrebbe fare si che
questa alimentazione fosse per lei assimilabile ad una continua con,
oltretutto, il vantaggio di lavorare a tensione nominale.
I variligh per le lampade a 220v lavorano in pratica con frequenza "di
switching"
a 50 o 100 hz.. abbastanza brutale per una lampada ad incandescenza.
L'onda quadra è certamente più "cattiva", ma basta un condensatore per
arrotondarla
un pochino.
Cmq i regolatori switching sono generalmente buoni per tutti gli
impieghi, e a
maggior ragione per una semplice lampada ad incandescenza.
ciao
--
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